Comune di Beverino

Viabilità storica




VIA AURELIA

Se tremila anni fa un viaggiatore proveniente dalla Toscana o da Roma, avesse voluto raggiungere la Francia o la Spagna, giunto alla foce del Magra avrebbe dovuto scegliere tra due alternative: imbarcarsi e raggiungere la meta meta via mare evitando la zona di montagnosa del crinale Bracco-Portovenere, oppure incamminarsi su una via già fraquentata in quel tempo, che scendeva nel golfo spezzino, superava il crinale costiero, e proseguiva lungo il litorale fino a Genova.
Mille anni dopo l'alternativa continuava a porsi, anche se la litoranea era sostituita da una più moderna arteria carrabile e veloce, l'Aurelia, fu usata come corrente principale di traffico da e per Genova in alternativa alla via di mare.
Naturalmente non esisteva solo questa via che resta la più importante, vi erano anche un'infinità di sentieri, di piccole mulattiere, di strade agricole, di percorsi per animali. Queste vie secondarie, svolgevano anche la funzione di collegamento tra le chiese minori e la chiesa matrice, poiché solo in questa si svolgevano le funzioni più importanti.
Di maggior interesse erano le vie che valicavano il crinale costiero e comunicavano con l'entroterra, favorendo la nascita di nuovi insediamenti e legami tra di essi.

VIA FRANCIGENA

La Via Francigena è storicamente la via che viene dalle "France". Anticamente con tale nome sono stati chiamati più percorsi che venendo da ovest entravano in Italia. I due percorsi principali e attualmente riscoperti e utilizzati dai pellegrini sono due vie che entrano in Italia. Una è quella utilizzata dai pellegrini che vanno e vengono dal Cammino di Santiago, dalla Spagna e dal sud della Francia: entrando dal Passo del Monginevro si percorre la Val di Susa e passati per Torino si arriva a Vercelli. L'altra è la strada che percorrono i pellegrini che vengono dal nord della Francia e dall'Inghilterra e passando dal Passo del Gran S. Bernardo e Aosta arrivano anch'essi a Vercelli.Da lì la strada diventa una e si sviluppa lungo l'itinerario che passa da Pavia, Piacenza, Fidenza, Passo della Cisa, Pontemoli, Lucca, Siena, Bolsena, Viterbo, Roma. 
La Via Francigena viene nominata per la prima volta in un antico documento storico dell'876 che era conservato nell'Abbazia di S. Salvatore del Monte Amiata. In questo testo si cita la strada nel suo passaggio nella zona della Val D'Orcia, nella valle ove ora transita la via Cassia nel tratto sotto Radicofani, dalle parti della Posta di Ricorsi.
Via Francisca, si parla di via Francisca, via Francigena. I monaci del monastero con questo atto danno in affitto a tal Gisalprando un podere che ha come confine un fossato che scende fino alla Via Francigena. Da sempre, per chi si occupa di storia, la prima citazione di qualcosa è importante; è quasi un atto di nascita, il primo manifestarsi. Già nell'876 quindi si sapeva che quella via veniva dalla Francia e portava viandanti e pellegrini fino a Roma e poi oltre, fino a Gerusalemme o nell'altra direzione fino a Santiago di Compostella. La strada era già viva e conosciuta e chiamata con il nome che ancora le diamo.

STRADA DEI TEDESCHI

Il sentiero si snoda seguendo il corso del fiume Vara collegando Piana Battolla - Beverino – Padivarma.
Questo percorso è stato realizzato in parte dalle milizie tedesche della Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale, come via di fuga.
Partendo da Padivarma si attraversa impluvi caratterizzati da una ricca flora delle zone umide, boschi di bosso e carpino bianco, robinia, fino ad arrivare a Piana Battola. 
La sterrata attraversa dei fossi secondari rivestiti da felci e muschi e permette di affacciarsi in più punti sul Vara e sugli assolati pendii della sua orografia.